Occhione Burhinus oedicnemus


Autore:
Graziano Sala
Luogo:
Valli di Mirandola
Data e ora:
29/04/2007
(presente anche nei giorni succ.[R. Gemmato])
Dati tecnici: EOS 20D, f/8, 1/500", ISO-100, 500mm

Occhione dal Veterinario
"9 aprile 2002 - chiamato a tarda sera per un "falchetto" in difficoltà in un giardino di S. Donnino (MO), a due passi dal fiume Panaro. Era questo Occhione: era solo un po' debole. Rifocillato dal CSA di Modena è poi andato al Parco Taro ed è stato liberato subito".
Autore:
Mauro Ferri
Luogo:
Modena
Data e ora:
09/04/2002
Dati tecnici: -

Lorenzo Tosatti ci racconta una uscita notturna alla ricerca di Occhioni, e non solo:
"C’è un uccello particolarmente schivo, e un po’ misterioso nel suo comportamento, che già da alcuni anni volevo identificare nel suo habitat naturale: l’Occhione.

Conosco siti di nidificazione frequentati regolarmente da questa specie nelle province di Reggio Emilia e di Parma, ma in territorio modenese non sapevo della sua presenza finché il mio amico naturalista Renzo Rabacchi ha comunicato a me e a mio padre che lui conosceva un posto dove gli occhioni si fanno sentire e, se uno è fortunato, anche vedere.

Abbiamo allora organizzato una spedizione serale nel posto che Renzo già conosceva con la speranza di potere aggiungere anche questo guardingo burinide alla mia check-list. Il gruppo era composto, oltre che da me e da Renzo, anche da mio padre Giovanni e da Fausta Lui che è una professoressa dell’università di Modena, dove lavora anche mio padre.

L’ambiente ideale dell’Occhione è costituito dai greti ghiaiosi dei fiumi, che d’estate si presentano particolarmente aridi e assolati, con alveo quasi secco.

Il posto che abbiamo scelto corrisponde a un tratto di fiume molto adatto a questa specie, dove cresce una vegetazione erbacea e arbustiva sparsa per il terreno ciottoloso, mentre in prossimità dei lati dell’alveo, dove l’umidità del terreno è maggiore, si trovano pioppi, salici e robinie.

Abbiamo cominciato a muoverci verso le otto di sera, in un luminoso tramonto di una calda giornata di luglio, armati di binocoli, torce elettriche per il ritorno al buio e, soprattutto, il richiamo registrato dell’Occhione. Il percorso è piuttosto accidentato, perché non ci sono sentieri particolari da seguire: bisogna muoversi lungo il terrazzo del fiume fra cespugli aridi e sassi di varie dimensioni, ma il tutto aveva il sapore di un’avventura esotica...

Il grande desiderio di identificare l’Occhione mi teneva particolarmente attento verso ogni tipo di volatile che incontravamo; così ho potuto osservare altri uccelli che frequentano lo stesso tipo di ambiente. In vicinanza dell’acqua si vedono diverse garzette che probabilmente trovano qualche pesce da catturare e le immancabili gazze e cornacchie grigie che vanno ad abbeverarsi. Anche la presenza dei fagiani è molto comune e i loro richiami si sentono spesso da una sponda all’altra. Si vedono anche diversi germani che passano con il loro volo rapido; evidentemente hanno già completato la muta. Lungo le pozze d’acqua del fiume si muovono furtivi diversi piro-piro piccoli, già di ritorno dai siti di nidificazione in nord-Europa. Queste sponde aride del fiume, disseminate di cardi e altre piante spinose, richiamano un simpatico fringillide: il cardellino, di cui abbiamo visto diversi esemplari.

La prima gradita sorpresa ci è stata offerta da una colonia di gruccioni che prima abbiamo sentito ripetutamente e poi abbiamo visto volare sopra le nostre teste con i loro coloratissimi riflessi nella luce del sole ormai al tramonto.

La nostra silenziosa camminata continua mentre il crepuscolo si diffonde sempre di più e una luna luminosa, ormai piena, sale nel cielo.

È questa un’ora che richiama un altro ospite estivo delle boscaglie che fiancheggiano il fiume: il succiacapre. Mai avevo visto tanti esemplari muoversi intorno a noi con il loro volo elegante e silenzioso: uno spettacolo davvero unico che da solo valeva l’escursione! Un succiacapre si è perfino messo in posa per noi sul ramo di un arbusto, permettendoci di osservarlo in tutti i suoi dettagli.

Intanto eravamo arrivati nella “zona buona”, dove potevamo accendere i nostri richiami. Ma, neanche a farlo apposta, le nostre intenzioni sono state precedute da un canto molto chiaro e persistente: è proprio lui: l’Occhione! Prima un solo esemplare, poi molti altri dalle zone circostanti. In breve è un vero e proprio coro di occhioni che ci riempie di soddisfazione e ci incoraggia a proseguire, guardinghi e silenziosi, ancora più avanti. Renzo aziona i suoi richiami, e per un po’ nessuno risponde, ma ben presto i fischi di risposta riprendono numerosi, seppure sempre a una certa distanza da noi. È a questo punto che le sagome di due uccelli si intravedono contro il cielo ormai scuro. Saranno loro? Forma, dimensioni e battito d’ala ci inducono a credere che quelle fugaci apparizioni fossero proprio gli occhioni, anche se non abbiamo potuto vedere i grandi occhi gialli che danno il nome a questo insolito uccello.

Ormai è notte fonda ed è ora di rientrare alla luce della torcia che ho preso con me, ma le sorprese non sono finite perché dopo un po’ sentiamo nuovamente il canto dell’Occhione, questa volta molto più vicino, anche se il buio che ci circonda non consente più nessuna osservazione. A tratti, al richiamo dell’Occhione si sovrappone un suono un po’ cupo e stridulo: è il bramito dei caprioli che ormai numerosi frequentano gli alvei dei fiumi appenninici anche nei tratti di pianura.

Ritorniamo infine alle nostre auto che sono ormai le 10:30; siamo un po’ stanchi ed accaldati, ma la “notte degli Occhioni” è stata per me un’esperienza indimenticabile."

Lorenzo Tosatti, 28 luglio 2007